GIU’ LE MANI DAI MIEI TESTI!

Chi fa il mio mestiere saprà quanti testi, tutti i giorni, ci si trova a dover scrivere.

Post per Facebook, tweet da 140 caratteri, comunicati stampa, emails, inviti, testi per i siti web, le newsletter o i blog aziendali, contenuti per le brochure… e chi più ne ha più ne metta.
Tutto ciò implica esperienza e professionalità, sudore e tanta tanta pazienza.

Bene…
La questione che intendo affrontare oggi è
IL CLIENTE CHE INTERVIENE NEI TESTI…
Il più delle volte a sproposito.

Continue reading “GIU’ LE MANI DAI MIEI TESTI!”

HASHTAGIFY: TWITTA CONSAPEVOLMENTE (OSSIA USANDO # GIUSTI!)

Oggi la mia vena creativa è stata assassinata dal mio malumore!
Che fossi lunatica lo avevo detto dal principio…
Ma è proprio in queste giornate di odio verso il pianeta che sono come un criceto che corre, corre, corre nella sua ruota. Non dimagrisco, ma produco….

Così ho trovato un nuovo strumento utile e interessante, che condivido qui… Parlo di Hashtagify una sorta di motore di ricerca per hashtag.

Continue reading “HASHTAGIFY: TWITTA CONSAPEVOLMENTE (OSSIA USANDO # GIUSTI!)”

INSPIRING PR: COSA MI SONO PORTATA A CASA?

Post serio oggi…

Ieri sono stata Inspiring PR, evento su comunicazione e RP dove trovare ispirazioni sulla professione… Ecco cosa mi sono portata a casa?

Essere legati da un filo non significa essere in una relazione.
[Cristiano Nordio]

C’è una differenza tra essere social e essere sociali: non basta avere Facebook per entrare in relazione.
La comunicazione non è più verso il fruitore. Il fruitore è intessuto nella comunicazione stessa.
[Massimiliano Zane]
Continue reading “INSPIRING PR: COSA MI SONO PORTATA A CASA?”

DIGITAL PR: NEL MIRINO DEL CECCHINO

Oggi sono furente, quindi tutto l’acido che scorre nelle mie vene uscirà come lava da un vulcano che erutta malvagio e incazzato…

Perchè?

Perchè non credo di essere perfetta e vi confesso che non sono una che ha particolare autostima né professionale né personale. Sbaglio. Spesso. Nel lavoro e nel privato. Ma mi impegno con amore e dedizione in ogni cosa che faccio, leggo avidamente, studio costantemente, ascolto attentamente e rispetto chi ne sa più di me. Curiosa e testarda non mi fermo mai e la sera prima di andare a dormire – quando le forze e la mia dolce metà me lo concedono – scopro un nuovo blog o leggo un nuovo articolo per imparare anche una piccola cosa nuova.

Faccio questo lavoro da un po’ di anni, con umiltà. Umiltà innata e umiltà dettata dalla consapevolezza che tutto sta evolvendo e cambiando a una tale velocità che è impossibile fermarsi, è impossibile conoscere fino in fondo e sapere in senso assoluto.

Ma non per tutti è così. E mi fermo che è meglio! Ma non del tutto e dico un paio di cose tanto per fare chiarezza e per togliermi un sassolino dalla scarpa.

Per iniziare vorrei dire cosa sono le digital PR. Perchè sento il bisogno di definire – in termine di confini – il mio AMATO LAVORO, che troppo spesso ultimamente ho sentito maltrattare e sminuire. Premetto che questa è una mia definizione che trae spunto dall’infinità di testi letti e dalla mia esperienza sul campo.

Le PR digitali servono a creare una reputazione positiva intorno a un brand o un’azienda.

Come? Attraverso una serie di attività volte a costruire relazioni e a creare o aumentare conversazioni online.

Con chi? Con tutti coloro che hanno la capacità di influenzare in qualche modo la rete. Se con le PR classiche ci si rivolge a dei pubblici oggi con le PR digitali ci si rivolge alle PERSONE (ecco dunque che la P di PR non sta più per “Public” ma per “People”) perchè oggi chiunque può esprimere un giudizio su un prodotto, un brand, un’azienda, un’istituzione.

Quando? Quando ci sono già conversazioni avviate – per prenderne parte. Per trovare queste conversazioni bisogna ascoltare la rete, dunque monitorarla (il famoso buzz). Una volta individuati influencer e community bisogna iniziare a seminare (tecnicamente seeding).

Dove? Nelle comunità digitali e nelle piattaforme del web 2.0, prime fra tutte le piattaforme Social.

Infine, chi sostiene di fare digital PR deve ricordarsi di misurare i risultati (= numeri). Non basta aprire una pagina Facebook e chiedere a tutti i propri amici di farci like. OK? Il mio è un altro mestiere! Io misuro i risultati e non in termini di like ma in termini di engagement.

Non voglio insegnare nulla a nessuno. Ma non mi piace stare nella mira del cecchino. No quello no. Perchè se ho una certezza, nella mia imperfezione, è la mia seria professionalità.

Oggi solo uno sfogo nevrotico, ma io sono anche questo.

Il mio lavoro è fatto anche di nevrosi. Ed ho pensato che il mio grido di rabbia fosse meno dannoso qui che nell’impulsiva mail che avrei voluto scrivere.

Mi sento già un po’ meglio.

CRISI E REPUTAZIONE. Tre semplici consigli di fronte a un attacco online

Questa mattina mi sono imbattuta in un articolo interessante “Come superare una corporate reputation crisis”: quattro esempi eclatanti di aziende che si sono imbattute in crisi non semplicissime da gestire!
Parliamo di brand conosciutissimi che probabilmente al loro interno hanno battaglioni di esperti pronti a gestire crisi di proporzioni bibliche. Non parliamo dunque della gran parte del tessuto imprenditoriale italiano: piccole/medie aziende senza le risorse economiche necessarie per sostenere taluni battaglioni.

Continue reading “CRISI E REPUTAZIONE. Tre semplici consigli di fronte a un attacco online”